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Archivio della categoria 'Economia aziendale'

Il controllo di gestione nel no-profit

scritto da Francesco Zito il 21 Febbraio 2010

La necessità di una efficiente ed efficace gestione è percepita da ogni coscienzioso
operatore: ovviamente da chi gestisce attività volte alla produzione del reddito, dovendo
dar conto a soci e stakeholders; per ancor più stringenti motivi da chi si trovi ad amministrare organizzazioni senza fini di lucro; in tal caso infatti pesano due grandi ordini di responsabilità: quella di amministrare efficientemente le limitate risorse a disposizione (spesso derivanti da denaro pubblico, ed in quanto tali da utilizzare più che mai con
doveroso rispetto), e quella di rendere efficace il risultato di tale utilizzo (spesso servizi a
favore delle fasce deboli).
Se non è facile controllare la gestione delle organizzazioni a fini di lucro, senz’altro più complessa risulta l’operazione di quelle che tal fine non abbiano (o non lo abbiano come precipuo): si tratta perciò di raccogliere la sfida e di costruire un sistema di controllo capace di migliorare l’efficacia delle prestazioni e l’efficienza dell’organizzazione, senza che la funzione di controllo si allarghi nei tempi creando diseconomie e snaturi la professionalità dei prestatori dei servizi.
Coniugare le proprie competenze specifiche con le apparentemente sterili metodologie (spesso semplici accorgimenti) per il controllo della gestione deve apparire quel che è: una procedura virtuosa volta a nobilitare il proprio operato e a conferire maggior valore aggiunto ai progetti, ai processi, ai singoli atti che ogni operatore svolge.
Nascondersi dietro comode bugie quali “la mia attività non è misurabile”, “i nostri costi non sono contenibili” rappresenta una grave responsabilità, sia nei confronti della collettività che paga che verso le comunità alle quali i servizi sono diretti. Prima di poter dire che un costo sia non-evitabile o non-contenibile occorre quantificarlo, misurarlo, conoscerlo, averlo inquadrato nella costistica generale del processo, in modo da governare le alternative, se esistono, e valutarne l’adozione. Spesso, purtroppo, si ritiene tale attività non facente parte delle proprie “mansioni” e si opera “alla cieca”, senza avere il minimo sentore del rapporto fra valore e costo del servizio che si offre. Tale atteggiamento è scorretto, e non induce certo al miglioramento dei risultati. Chi si ostina a ritenere la
propria professione quale aulica missione che trascende le cose del mondo dovrebbe estendere tale valutazione allo stipendio che percepisce, e coerentemente optare per un trattamento di volontariato non retribuito!
Ma è poi così difficile razionalizzare risorse e processi? Riteniamo proprio di no.
Come al solito si tratta di entrare nella piena comprensione degli argomenti (la “fatica” più
grande…) ai quali riferire le proprie ben note attività: fatta chiarezza sul metodo, il lavoro
scorrerà agevolmente.
Controllare la gestione” si sostanzia in due attività precipue, distinte eppur
strettamente connesse:
· il controllo della gestione economica
· il controllo della gestione finanziaria.
CONTROLLO DELLA GESTIONE ECONOMICA
Se un rapporto causa/effetto sia univocamente ravvisabile fra
accadimenti
economici e finanziari
, occorre riconoscere maggiore causalità dei primi sui secondi.
Controllare la gestione economica implica avere ben chiara la funzione del reddito
d’esercizio
quale primitivo quanto basilare strumento di misura della capacità di creare
valore: inteso in tal senso, l’utile diviene significativo e sintetico strumento di conoscenza.
Valutandone la natura di differenza fra ricavi e costi, e dando per variabile esogena i ricavi
(quanto meno nel breve periodo), ci si avvicina allo studio dei costi quale elemento
“controllabile” della efficiente gestione.
In tal senso ci si adopererà a separare i costi fissi (esistenti in quanto tali
indipendentemente dalla quantità dei servizi offerti) da quelli variabili (in funzione di detta
quantità), a calcolare i costi medi unitari e a valutarne il rapporto con la quantità dei servizi.
Ci si spingerà ad individuare i costi comuni (a tutte le attività) da quelli diretti
(avocabili ad attività specifiche), e a sentire l’esigenza di costruire un piano dei centri di
costo “produttivi”
(direttamente legati ai servizi finali), “ausiliari” (volti a rendere fluido il sistemico operare) e “funzionali” (tesi a dirigere il funzionamento del sistema) per far transitare i costi attraverso di essi fino ai servizi finali e superare il criterio contabile di
costificazione per natura (affitti, costo del lavoro etc.) per giungere ad un più utile criterio “per destinazione”.
Nell’ottica della programmazione dei costi si arriverà a costruire piani previsionali (budget) da confrontare periodicamente con i dati a consuntivo rilevandone gli scostamenti da quelli preventivi e valutando gli opportuni correttivi alle politiche di spesa.
CONTROLLO DELLA GESTIONE FINANZIARIA
Si alludeva in precedenza alla funzione finanziaria quale effetto, in certo qual modo,
della gestione economica. Non sempre tale rapporto è così stretto, ma è certo che
determinate condizioni finanziarie (quali l’attuale carenza di liquidità e di contrazione del
credito) rendano difficile una sana gestione economica.
Versare in carenza di liquidità senza averlo previsto pone gli operatori in una difficile
situazione, la quale rischia di paralizzare l’attività.
Prevedere con necessario anticipo il fabbisogno di liquidità permette di effettuare le
corrette strategie di approvvigionamento della stessa in tempo utile, e di attivare gli
opportuni strumenti (finanza agevolativa, garanzie consortili) per rendere possibile
l’accesso al credito.
Saper predisporre un budget di tesoreria è divenuto indispensabile per risolvere le
sempre più stringenti tensioni di liquidità.

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Agevolazioni alle imprese turistiche piemontesi

scritto da Francesco Zito il 26 Aprile 2009

Dal 23 Aprile 2009 in Piemonte è nuovamente operativo in Piemonte il programma annuale di interventi attuativi della L.R. 18/1999 “Agevolazioni a favore delle Imprese operanti nel settore del turismo”.
Si tratta di un fondo rotativo del quale possono fruire le piccole imprese turistiche aventi in gestione:

- strutture alberghiere;
- strutture extra-alberghiere;
- dimore storiche;
- campeggi;
- impianti e attrezzature per il turismo.
Sono definiti i seguenti ambiti prioritari di intervento:
- la realizzazione di nuove strutture alberghiere in “dimore storiche”;
- gli interventi di miglioria della qualità delle strutture che non comportino un aumento della superficie costruita;
- l’adattamento di un immobile a nuova struttura ricettiva alberghiera ed extra-alberghiera;
- il riadattamento di una struttura alberghiera esistente la cui attività sia cessata da almeno 4 anni.
Questo l’elenco delle spese ammissibili:
- lavori di costruzione, ampliamento, ristrutturazione e manutenzione straordinaria delle strutture;
- attivazione o adeguamento di impianti termoidraulici, elettrici e tecnologici;
- attrezzature, arredi, dotazioni informatiche hardware e software;
- realizzazione di servizi complementari all’attività turistica alberghiera ed extra-alberghiera e della ricettività turistica all’aperto;
- interventi di miglioramento dell’accessibilità e della fruizione delle strutture (abbattimento delle barriere architettoniche);
- adeguamento antincendio della struttura.
L’agevolazione consiste nel finanziamento fino al 100% dell’investimento proposto, con soglia minima a 70.000 euro e massima a 1.000.000 di euro.
Come di solito il finanziamento prevede la partecipazione di fondi regionali e di fondi bancari (erogati da un istituto a scelta dell’impresa richiedente, purché convenzionato con Finpiemonte). La proporzione degli interventi dipende dal fatto che l’ambito sia o non sia prioritario, nei termini sopra definiti:
- 70% fondi regionali a tasso zero
- 30% fondi bancari al tasso convenzionato
per i progetti in ambito prioritario;
- 40% fondi regionali a tasso zero;
- 60% fondi bancari al tasso convenzionato
per i progetti in ambito non prioritario.
L’ammortamento del prestito dura 60 mesi (dei quali 12 di pre-ammortamento) per importi inferiori a 300.000 euro; 60 mesi o 96 mesi (sempre con 12 di pre-ammortamento) per importi superiori.
Le domande saranno esaminate da Finpiemonte entro 45 giorni dalla presentazione. L’erogazione è comunque subordinata al parere favorevole della banca erogante, ed avverrà in via anticipata ed in unica soluzione rispetto alla rendicontazione delle spese indicativamente a 30 giorni dalla comunicazione della delibera bancaria.
Il progetto si intenderà concluso entro 36 mesi dalla data valuta di erogazione del finanziamento; il rendiconto delle spese sostenute dovrà essere presentato entro i 60 giorni successivi.

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BNL al servizio degli artigiani

scritto da Francesco Zito il 21 Ottobre 2008

Dal nuovo anno la Banca Nazionale del Lavoro amplierà la propria attività di gestione dei fondi pubblici attraverso riformate modalità di accesso ad Artigiancassa. Infatti con la creazione di sportelli operativi nelle sedi delle Associazioni e dei Consorzi di Garanzia Fidi – cosiddetti “Artigiancassa Points” – gli operatori saranno in grado di interloquire e di interagire con gli Artigiani, favorendo a questi ultimi l’accesso ai benefici ed accorciando le distanze con le imprese esistenti sul territorio.

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Progetti di promozione all’estero di prodotti o servizi presentati da aggregazioni di imprese artigiane.

scritto da Francesco Zito il 7 Giugno 2008

Il Ministero del Commercio Internazionale, con decreto del 12 Febbraio 2008, ha inteso agevolare i progetti di promozione all’estero di prodotti o servizi presentati da aggregazioni di imprese artigiane. Sono beneficiari dell’agevolazione i raggruppamenti – anche neo-costituiti – di minimo 3 imprese artigiane ed i consorzi all’esportazione purché collegati ad imprese artigiane.
Occorre che le imprese operino da almeno un anno. I raggruppamenti dovranno costituire un RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) entro 30 giorni dalla comunicazione dell’ammissione al beneficio. Questo consiste in un contributo a fondo perduto fino al 50% del valore complessivo del progetto, con un massimo di EUR 80.000, elevabile ad EUR 100.000 se il Raggruppamento Temporaneo di Imprese risulti composto da almeno 5 imprese.

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Finpiemonte ed Equitalia: erogazioni congelate agli inadempienti.

scritto da Francesco Zito il 31 Maggio 2008

Il D.M. n. 40/2008, in vigore dal 29 marzo, obbliga Finpiemonte (fra gli altri soggetti) a verificare – prima di autorizzare erogazioni a qualunque titolo superiori a 10.000 euro – la posizione dei beneficiari nei confronti dell’erario.
Di tale verifica si incarica Equitalia, la quale comunica a Finpiemonte l’esito della ricerca entro 5 giorni lavorativi dalla richiesta.
Qualora a carico del beneficiario risultino inadempimenti derivanti da cartelle esattoriali notificate (ripetiamo: per importi superiori ad EUR 10.000) Equitalia comunica a Finpiemonte l’importo del debito maggiorato di interessi moratori e di spese esecutive.

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Il controllo di gestione degli studi professionali.

scritto da Giuseppe Francabandiera il 28 Aprile 2008

Lo studio professionale, inteso come stabile organizzazione che occupi uno o più professionisti con collaboratori e personale di supporto, soffre in Italia della stesso problema endemico delle imprese, ovvero le ridotte dimensioni nella stragrande maggioranza dei casi. La complessità organizzativa e le molte attività ripetitive, oggetto di crescente automazione, renderebbero preferibile la crescita delle dimensioni ma tale tendenza fatica ad affermarsi.
Il controllo di gestione dello studio professionale è soltanto un elemento del grande tema dell’organizzazione degli studi professionali e pertanto la sua applicazione deve risultare coerente e in sintonia con le risoluzioni del problema organizzativo.

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Il capitale di rischio: private equity e venture capital

scritto da Francesco Zito il 21 Marzo 2008

Una ventina di anni or sono per “venture capital” si intendeva apporto di capitale azionario da parte di operatori specializzati, in operazioni a medio-lungo in imprese non quotate ma dinamiche. Si tratava di una partecipazione temporanea, minoritaria e volta allo sviluppo. Successivamente l’attività di investimento si è diversificata, ma fondamentale resta l’acquisizione corposa di partecipazioni a medio-lungo, e l’obiettivo del raggiungimento di una plusvalenza sulla vendita delle azioni.
Il private equity è distinto tra venture capital (finanziamento delle imprese start-up o delle imprese esistenti per accelerarne l’espansione) e buy out.

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Metodi per la valutazione d’azienda

scritto da Francesco Zito il 21 Marzo 2008

La valutazione d’azienda consiste nell’attribuzione di un valore ad un’azienda funzionante, attraveso i criteri più accreditati: patrimoniale, reddituale, patrimoniale misto, discount cash flow, EVA. Queste valutazioni vengono effettuate attraverso l’analisi di bilancio degli ultimi 3 esercizi, alla quale si accompagna la redazione di un business plan ottenuto attraverso la simulazione degli accadimenti futuri, in modo da ridurre l’incertezza e quindi il rischio in ogni decisione.

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Lo Stato Patrimoniale Finanziario - Approfondimenti

scritto da Francesco Zito il 21 Marzo 2008

Riclassificato lo stato patrimoniale finanziario, è possibile fare qualche riflessione sugli aggregati venutisi a creare.

Analizzando il lato delle fonti, la tripartizione PATRIMONIO NETTO – PASSIVITÀ A MEDIO-LUNGO TERMINE – PASSIVITÀ A BREVE TERMINE si presta a due differenti accorpamenti, a seconda che si considerino le passività a medio-lungo assieme al patrimonio netto od alle passività a breve.

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Lo Stato Patrimoniale Finanziario: lineamenti

scritto da Francesco Zito il 21 Marzo 2008

A monte del calcolo degli indici per la determinazione del rating aziendale vi è l’analisi dei bilanci riclassificati.
La forma riclassificata dello Stato Patrimoniale rende immediata la struttura delle FONTI di liquidità e dei loro IMPIEGHI.

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