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Agevolazioni per il franchising (Sviluppo Italia)

scritto da Francesco Zito il 31 Marzo 2008

Come noto, è possibile creare reti di imprese attraverso la formula imprenditoriale del franchising. Con tale strumento l’avvio di un’impresa salta i passaggi iniziali attraverso l’affiliazione ad un marchio già noto al mercato. Possono ricorrervi sia le ditte individuali che le società (escluse le cooperative e le società di fatto) operanti nel settore della commercializzazione di beni e di servizi.
In applicazione del D. Lgs. 185/2000, affinché siano agevolabili le iniziative devono prevedere l’affiliazione con uno dei Franchisor convenzionati con Sviluppo Italia (ente promotore della presente agevolazione).
Per presentare la domanda occorre che il titolare della ditta o, in caso di società, almeno la metà dei soci che detengono la metà del capitale sociale o delle quote, abbiano i seguenti requisiti:
siano maggiorenni alla data di presentazione della domanda;
siano non occupati alla data di presentazione della domanda;
risiedano nei territori di applicazione della normativa (obiettivo 2, phasing out, deroga 87.3 c, aree con “rilevante squilibrio tra domanda e offerta di lavoro”) alla data del 1 gennaio 2000 oppure nei sei mesi precedenti alla data di presentazione della domanda.
Le ditte individuali devono essere state costituite dopo la presentazione della domanda, mentre le società devono essere già state costituite precedentemente.
L’attività finanziata deve essere svolta per un periodo di almeno cinque anni.
Le domande possono essere presentate tutto l’anno. Il procedimento di valutazione sarà concluso entro il termine di sei mesi dalla data di ricevimento della domanda.
Le spese di investimento e di gestione considerate “ammissibili” alle agevolazioni sono:
Per l’investimento:
attrezzature, macchinari, impianti ed allacciamenti;
beni immateriali a utilità pluriennale;
ristrutturazione di immobili, entro il limite del 10% del valore degli investimenti.
Per la gestione:
acquisto di materie prime e di materie di consumo inerenti il processo produttivo;
utenze e canoni di locazione per immobili;
oneri finanziari;
prestazioni di garanzie assicurative sui beni finanziati e prestazione di servizi.
Attrezzature e macchinari possono essere anche usati, purché non siano stati oggetto di precedenti agevolazioni.
Per gli investimenti, l’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso agevolato, che può anche coprire il 100% degli investimenti ammissibili;
Per la gestione, è previsto un contributo a fondo perduto sulle spese relative al 1° anno di attività;
L’entità di ciascuna singola agevolazione non è predefinita, ma è il risultato di un calcolo che tiene conto
dell’ammontare degli investimenti e delle spese di gestione nonché delle caratteristiche del finanziamento a
tasso agevolato (durata, entità e tasso) che si intende richiedere. Il calcolo si effettua secondo un principio per cui il finanziamento agevolato per gli investimenti sia non inferiore al 50% del totale delle agevolazioni concedibili;
Il tasso di interesse del finanziamento agevolato non è prestabilito, ma va determinato, in misura compatibile con la regola “de minimis”, in base alle specificità dell’iniziativa;
L’ammontare complessivo delle agevolazioni finanziarie non può superare il limite “de minimis”(100.000 euro).
Il periodo di ammortamento del debito è di massimo 10 anni, con rate trimestrali costanti posticipate.
Alla stipula del contratto si può chiedere un anticipo tra il 30% e il 60% del totale previsto per gli investimenti e del 30 % del totale delle spese previste per la gestione.

Questo articolo è stato pubblicato il 31 Marzo 2008 alle 17:17 ed è archiviato in Accesso al credito, Finanza agevolativa.
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